LIFESTYLE

Costruire insieme un futuro migliore: a tu per tu con Gianni, CEO di Womsh

16 Giugno 2023

Facciamo due chiacchere con Gianni, fondatore di Womsh, il noto marchio di calzature eco-friendly costruite con materiali innovativi

Ciao Gianni, ammiro il tuo fashion brand e sono felice di poter, nel mio piccolo, amplificare il messaggio della tua attività.

Benvenuto in lifestyle e grazie di ospitarmi nella tua factory.

Grazie Ettore per l'interesse verso la mia persona e verso il nostro marchio, mi fa piacere accoglierti e rispondere alle tue domande.

 

Come è iniziata la tua esperienza nel mondo della calzatura?

Sono figlio d’arte, i miei genitori avevano dei negozi di scarpe e io fin da subito ho dato una mano a loro anche se non pensavo diventasse il mio lavoro perché in realtà avevo l’ambizione di diventare medico.

I miei genitori avevano dei negozi in zone turistiche che lavoravano molto d'estate e quindi chiaramente dovevo dare una mano. Sin dalle scuole medie ho dato il mio contributo alla gestione dei negozi, per quello che potevo fare, e poi via via anche quando studiavo prima alle scuole superiori e poi all’università.

 

Cosa ti piaceva di piu' di questo mondo?

La fortuna di lavorare in località turistiche mi dava la possibilità di entrare in contatto con culture diverse, con persone che appartenevano a Paesi diversi dal mio e che quindi avevano tradizioni completamente differenti dalle mie.
Ho potuto conoscere bambini tedeschi, olandesi, austriaci, svizzeri, e questa cosa per me è stata la prima forma di apertura mentale.
Io giocavo molto con loro in spiaggia e le differenze linguistiche emergevano ben poco, perché riuscivamo a comunicare proprio attraverso il gioco.

Quella realtà mi ha dato veramente l'opportunità di interagire con persone diverse da me ed è stata una fase della mia vita molto stimolante, creativa e formativa.

 

Come nasce Womsh?

Ho studiato fino al quarto anno di medicina ma ho capito che non era la mia strada. Vivevo a contatto con il mestiere di venditore di scarpe e avevo già imparato molto grazie a mio padre, il quale sostenne la mia scelta di dedicarmi all’attività di famiglia.

In particolare, mi ripeteva “Continua così, apriremo altri negozi perché il tuo lavoro lo sai fare bene”.  In realtà lavorai solo un anno nel negozio di mio padre, perché sentivo di volermi mettere alla prova anche sotto altri punti di vista.

Ero affascinato dagli agenti di commercio che spesso frequentavano il nostro negozio per proporci le collezioni. Il loro lavoro mi sembrava interessante perché si spostavano di città in città creando una fitta rete di contatti e conoscenze.

La prospettiva di svolgere un lavoro di questo tipo mi stimolava molto e finita la stagione estiva presso il negozio dei miei genitori, ho intrapreso la mia carriera di agente, con tutte le difficoltà del caso perché non avevo esperienza.

Ho sempre avuto una grande attenzione per le cose nuove, imprese difficili, e per le cose innovative. Sono stato il primo agente italiano del marchio Birkenstock e del marchio Havaianas. Per circa 20 anni la mia carriera di agente è cresciuta, da agente “principiante” che girava con le valigie delle collezioni, ho aperto poi uno showroom e ho cominciato a fare diverse consulenze nel settore della calzatura.

Ad un certo punto ho deciso di creare qualcosa che fosse solo mio.

Volevo provare a creare un progetto che fosse gestito da me e che avesse la mia esperienza umana e professionale. Quando ho pensato a Womsh, volevo che fosse dapprima un marchio che rappresentasse i miei valori, e solo dopo un business economico. Pertanto, tutto quello che ho imparato sotto il profilo tecnico e professionale sul prodotto, doveva essere affiancato alla mia visione di impresa e, soprattutto, alla mia visione del mondo. Da questo è nato Womsh.

 

Cambiare il mondo in meglio: parlami della visione di Womsh e del tuo sogno

Un'azienda non può essere disgiunta dalla società nella quale si trova ad operare. L'intento è quello non solo di vendere prodotti fashion ma contemporaneamente cambiare le cose. Dare, cioè, il proprio contributo nello sviluppo della società in cui ci troviamo. Fin dal primo momento capii che la mia azienda non doveva essere basata solo sul profitto.

Mi sono, quindi, chiesto: “Come vorresti che fosse la tua azienda? Come vorresti che un brand rappresentasse i prodotti che vende? Come vorresti che si integrasse nella società?”

Ho sempre avuto una fortissima attenzione ai temi dell'ambiente, ai temi della socialità e per me è fondamentale se più persone riescono a stare bene in un contesto/ambiente sano, favorendo una società giusta ed equa con minori problemi possibili.

Penso anche che se tutti nel nostro piccolo facciamo qualcosa, salveremo il mondo!

Pertanto, fin da subito abbiamo cercato di creare i nostri prodotti attraverso materiali alternativi, mantenendo al contempo anche le tendenze in fatto di moda.

Il linguaggio della moda è molto facile, molto intuitivo e coinvolgente. In questo progresso continuo, il nostro impegno è quello di costruire un percorso che utilizza il linguaggio della moda per riuscire a veicolare un messaggio etico e sostenibile.

 

                                                                                                                                                  

 

La concezione di sostenibilità secondo Gianni

Qual è la tua concezione di sostenibilità?

Nel 2011 quando ho creato il brand Womsh, avevo l’obiettivo di concentrarmi sulla sostenibilità in modo concreto. Le belle idee sono importanti, muovono l'energia delle persone ma poi dal punto di vista pratico ci vogliono delle azioni. Io mi definisco un sognatore pragmatico e quindi partendo proprio dalla scarpa ho cominciato a studiare tutta la filiera dei materiali sostenibili e ho programmato tutte le mie azioni in funzione della sostenibilità.

L’obiettivo, quindi, era quello di creare scarpe a basso impatto ambientale, che rispettassero ambiente e persone in tutta la sua fase produttiva.

 

Entrando nel vivo della tua attività, quali sono i materiali che usi nella creazione dei tuoi modelli?

Usiamo principalmente la pelle-mela perchè è un materiale vegano. Usiamo la pelle certificata LWG perchè frutto di processi lavorativi controllati e molto più sani rispetto a moltissimi pellami che si trovano in commercio. Queste certificazioni garantiscono gli standard più alti possibili di lavorazione e di riduzione di impatto chimico e ambientale dei processi di concia. Usiamo anche tessuti riciclati, utilizzando materiali già esistenti, dando nuova vita. Un esempio sono i cotoni organici e riciclati per le fodere o i lacci.

 

Da cosa è costituita la pelle-mela?

L'industria della carne è una delle industrie più impattanti a livello sociale e ambientale. Gli allevamenti intensivi sono devastanti ed io non mangio carne. Paradossalmente, la pelle per fare le scarpe, deriva da quell'industria ma io la considero un materiale di scarto, perchè se non venisse utilizzata dall'industria calzaturiera, andrebbe smaltita. In previsione però di una probabile riduzione del consumo della carne, ci stiamo preparando ad un minor utilizzo della pelle o alla ricerca di nuovi materiali.

Nei miei piani c'era l'obiettivo di fare scarpe con materiali di provenienza non animale. Ho studiato la filiera delle scarpe vegane ed ho scoperto che il materiale usato era più impattante di quelle fatte con la pelle. Infatti il materiale vegano è quasi tutto di derivazione petrolifera, contiene materiali di sintesi fatto con gli scarti del petrolio.

Scoprii, successivamente, un ingegnere che aveva inventato una nuova tecnologia per la produzione di un materiale innovativo da utilizzare al posto della classica pelle. Il nuovo materiale proveniva dagli scarti industriali dell’industria alimentare, ovvero succhi di frutta e marmellate.  Da quel momento fu un successo!

 

In cosa consiste la tua partnership con LifeGate attraverso il protocollo “IMPATTO ZERO ®”?

LifeGate è il nostro partner per la sostenibilità. L'impatto sull'ambiente che non riusciamo del tutto a controllare, lo compensiamo con attività che contribuiscono a ridurlo. In particolare, acquistiamo i cosiddetti crediti di carbonio, i quali vengono utilizzati per la piantumazione e la preservazione delle foreste nel mondo.

La gestione delle suole invece è più difficile ma oggi ricicliamo le suole delle nostre scarpe vecchie per creare nuova pavimentazione per i parchi dei bambini.

 

Qual è il significato dell’acronimo Womsh?

“Word of Mouth Shoes”, letteralmente: scarpe con il passaparola cioe' che trasmettono un messaggio positivo!! All'inizio, avendo pochissimo budget economico volevo veicolare il messaggio attraverso i meccanismi del passaparola. E' la forma pubblicitaria più efficace! Perchè è autentica. Però funziona se hai delle cose vere da dire e se generi due meccanismi molto precisi: contenuti seri, autentici e reali ed una comunità partecipe ovvero collaborativa con il brand. Deve identificarsi!

In quel periodo negli Stati Uniti si affermava il “wom”, word of mouth, uno slogan che segnava il passaggio da un mercato basato sulla pubblicità costante, indotta, passiva e invasiva ad una comunicazione condivisa nella community. La community si identificava nel marchio perchè ne condivideva i valori, riconoscendo nel brand una certa autorevolezza, sincerità e autenticità. Il cliente diventava l’Ambassador del brand! Bello no?

 

Nel tuo sito womsh.com, c’è una frase che riassume i tuoi valori: ”Womsh e' un brand che coniuga moda e sostenibilita', la manifattura artigianale, con la produzione etica, il rispetto dell'ambiente con quello delle persone!”

Il tema della sostenibilità è diventato di moda. Tutti vogliono salire su questo treno per approfittarne, per ottenere mercato! Ma bisogna dimostrarlo con fatti concreti! Penso che in futuro personalmente utilizzerò sempre meno questa parola perchè di questo passo, rischia di infastidire il cliente.

Io voglio parlare di economia della sostenibilità o meglio ancora di economia della prosperità! Per prosperità intendo quando più persone possibili sono coinvolte nel processo di crescita con rispetto e pieno coinvolgimento. Sono 5-6 le cose che un brand deve dire se pretende di essere un brand etico-sostenibile: uno) con cosa è fatto il prodotto, due) dove viene fatto, tre) chi lo ha fatto, quattro) in che condizioni ha lavorato, cinque) è stato pagato correttamente? sei) come l'azienda restituisce parte degli utili alla società!

 

Parliamo un po' di te: che sport pratichi?

Pratico molti sport ma uno sport che mi ha cambiato la vita è stato il Tai Chi Ch' 'u'an, lo consiglio a tutti. Ti aiuta nella fase della concentrazione, del rilassamento. Stimola tutte le energie interne che sono alla base della vita e della medicina tradizionale asiatica e consente di ottenere un grande senso di benessere.

 

Come vivi l'arte?

La vivo soprattutto attraverso l'architettura. Mi piace il genio dell'uomo. Mi affascina quando un uomo ha la genialità della creazione, la genialità di fare qualcosa di bello e che vada al servizio degli altri ma anche che gli sopravviva ovvero che la vita non gli basti per finire l'opera. Gaudì sapeva che per fare la Sagrada Familia non gli sarebbe bastata l'intera sua vita! Ma l'ha cominciata! Quanto sono grandi questi uomini a differenza di noi che non cominciamo un progetto se tra un mese non è finito? E' un atto di grandezza! L'ha fatto per noi! 

 

Dove ti piace passare le vacanze?

Sono nato al mare e amo il mare. Ci sono due posti dove abitualmente passo le vacanze: l'isola di Formentera della quale io amo la parte non glamour, ma la parte hippy di una volta. E poi le isole della Grecia. Adoro la Toscana, e il sud, Sicilia e Puglia.

 

Qual è il talento che ammiri di piu'?

Quando una persona è allineata con la propria ambizione e con i propri valori. Quando sente di possedere un grande senso di equilibrio tra il mondo esterno e il proprio mondo interiore.

 

Oggi, di fronte a cosa ti emozioni?

Mi fanno commuovere i bambini piccoli. Gli atti di gentilezza inaspettati. La compassione. Quando ci si dimentica di tutta la sovrastruttura che quotidianamente e inconsciamente ci governa e ci si lascia andare ad atti di spontaneità e di amore. Purtroppo ci siamo allontanati troppo da questo nostro istinto. Credo che dovremo tornare ad investire in questo. Ognuno di noi ha una precisa responsabilità e ognuno, nel suo piccolo, deve dare il proprio contributo affinchè il mondo migliori,

 

Qual è il tuo prossimo impegno lavorativo?

Domani mattina sono a “Pitti” a Firenze a presentare la nostra nuova collezione.

 

Ti ringrazio per questa preziosa intervista!

Ultimi aggiornamenti dal mondo immobiliare

30 Luglio 2022

Home relooking: la scelta più rapida e conveniente per rimodernare casa!

Il relooking è una tecnica nata negli anni Ottanta negli Stati Uniti che consiste nel rinnovare l’a…

30 Ottobre 2022

Lifestyle e storie di vita vissuta: Christian Barzazi e la lotta alla paralisi cerebrale infantile

Una storia di vita vissuta per diffondere la cultura dell'attenzione ai più fragili: un estratto dell…

30 Gennaio 2023

ArtePadova, la mostra mercato d'arte moderna e contemporanea più importante del Nord Est

La mostra più importante del Nord-Est Italia che raccoglie opere di rilevanza mondiale. Uno spazio u…